PERSONE
Percorsi Emilia-Romagna Salute Obiettivo Nessuno Escluso
Fondo FAMI 2021-2027 (Progetto 248)

Capofila: Regione Emilia-Romagna
Ente Attuatore: AUSL Ferrara
Partner:
- AUSL: AUSL Bologna, AUSL Ferrara, AUSL Imola, AUSL Modena, AUSL Parma, AUSL Piacenza, AUSL Reggio Emilia, AUSL Romagna
- Regioni: Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Sicilia
- Prefetture: Bologna, Ferrara, Parma, Piacenza, Modena, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Forlì-Cesena
- ANCI Emilia-Romagna
- Comuni/Unioni: Bologna, Nuovo Circondario Imolese, Ferrara, Argenta, Cento, Unione dei Comuni Valle del Savio; Modena, Unione Terre d’Argine, Parma, Piacenza, Ravenna, Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Reggio Emilia, Riccione, Rimini, Unione Comuni Valmarecchia
- ASP: Città Bologna
- Associazione: CIAC Parma
Durata: 36 mesi
Contesto
È noto che il nostro Paese è da sempre in prima linea nella gestione delle emergenze e accoglienza dei migranti forzati.
Negli ultimi anni assistiamo ad un incremento costante e significativo degli sbarchi lungo le nostre coste, infatti si passa da 67.040 del 2021 ai 133.138.758 accolti alla data dell’11 ottobre 2023 (Dashboard Ministero Interno). A ciò si aggiungono i cittadini ucraini rifugiati nel nostro Paese; al 1° settembre 2023 risultano essere quasi 190.000 gli Ucraini richiedenti protezione internazionale nel nostro Paese (UNHCR).
Dati aggiornati a settembre 2023, confermano che anche in Emilia-Romagna il trend si conferma in crescita con un numero di titolari e richiedenti protezione internazionale, compresi gli MSNA, pari a 27.898, di cui 13.879 accolti nel sistema di accoglienza regionale (Fonte: Elaborazione Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio su posti SAI indicati dal Ministero dell’Interno e per gli accolti nei CAS, dati Prefetture Emilia-Romagna trasmessi il 25/08/2023 dalla Prefettura di Bologna). È importante sottolineare anche che il numero di MSNA è notevolmente incrementato in Italia così come nella nostra Regione. La dashboard ministeriale ci dice che sono 1.795 le presenze di MSNA in Emilia-Romagna al 31.08.23.
Questa situazione richiede dal punto di vista dei servizi sanitari territoriali un impegno quotidiano atto a garantire risposte adeguate e spesso complesse, una rapida lettura delle fragilità e un appropriato accesso ai percorsi del Sistema Sanitario al fine di fornire una risposta efficace e tempestiva alle necessità delle persone giunte sul territorio. I richiedenti e titolari di protezione internazionale presentano vissuti differenti che risentono sia dei contesti da cui fuggono, sia del percorso migratorio correlato a fattori di rischio aggiuntivi, questi vissuti creano delle particolari vulnerabilità nei migranti forzati che rappresentano ulteriori problematiche dal punto di vista sanitario, non solo fisiche ma anche psichiche. Infatti, è risaputo che l’incidenza dei disturbi mentali nei richiedenti e titolari di protezione internazionale è doppia rispetto alle altre tipologie di migrazioni. Quanto sopra esposto richiede al Sistema Salute un impegno costante e specialistico per assicurare risposte tempestive e adeguate, in modo da evitare un peggioramento del quadro clinico complessivo.
Per queste ragioni, in ottemperanza con le progettualità del Ministero della Salute e dell’INMP ed in continuità con quanto svolto con le precedenti progettualità ICARE e ICARE2, il Progetto PERSONE intende potenziare le equipe multiprofessionali e multidisciplinari, definire un modello univoco per tutta la regione di percorsi: identificazione precoce e di presa in carico dei migranti con vulnerabilità fisica e/o psichica, potenziare i percorsi sanitari di prima accoglienza dedicati alla popolazione target atte a garantire tempestivamente tutti i controlli dovuti in ottemperenza delle LLGG Nazionali, applicare il protocollo per l’identificazione dell’età dei MSNA, applicare le LG per trattamento e riabilitazione vittime di tortura, potenziare le azioni di prossimità in collaborazione con le reti territoriali e il sistema dell’accoglienza.
Nel rispetto delle singole specificità territoriali ed organizzative ed in accordo con il sistema dell’accoglienza, si svilupperanno, inoltre, specifiche azioni territoriali a secondo delle esigenze emerse.
Si implementerà un’assistenza sanitaria integrata e di prossimità, con un modello di governance multilivello uniforme su tutto il territorio regionale, capace di attivare flussi di comunicazione bidirezionali a garanzia di un approccio sistemico ed omogeneo in tutti i territori coinvolti e facilitando il confronto sia sul piano regionale che nazionale.
Le equipe multiprofessionale, multidisciplinari e interculturali saranno in grado di fornire risposte non solo in emergenza, ma un modello di assistenza basato su un approccio sistemico e collegato con i vari interlocutori istituzionali e il sistema dell’accoglienza.
Tale sistema prevede l’implementazione e la valorizzazione dei servizi in essere e la creazione e sperimentazione di nuovi, quali save-space, azioni di prossimità integrate col sistema dell’accoglienza, equipe specifiche per la certificazione dell’età dei MSNA, presa in carico degli esiti di tortura e certificazione medico-legale, azioni finalizzate alla riduzione del rischio di traumatizzazione vicaria per gli operatori sanitari, sociali e azioni di aggiornamento e formazione per operatori sanitari, sociali e del sistema dell’accoglienza.
Quanto espresso costituisce una garanzia per la tutela della salute dei richiedenti e titolari di protezione internazionale, inclusi gli MSNA, in termini di equità di accesso ai servizi sanitari e di lettura multidimensionale delle vulnerabilità e dei bisogni sanitari e sociosanitari, spesso complessi e non di univoca interpretazione e soluzione.
Obiettivo
Garantire la tutela della salute dei cittadini provenienti da Paesi terzi con particolare attenzione ai richiedenti e titolari di protezione internazionale che risiedono nei centri di accoglienza della nostra Regione, in termini di equità di accesso ai servizi sanitari attraverso una lettura multidimensionale delle vulnerabilità e dei bisogni sanitari e sociosanitari, spesso complessi e non di univoca interpretazione e soluzione, consolidando un modello di governance multilivello nell’ottica di assicurare una risposta efficace, tempestiva e di sistema ai bisogni di salute della popolazione target. Ciò a garanzia di un’assistenza specifica e appropriata, per bisogni e patologie, con servizi culturalmente competenti che rispondono alle linee di indirizzo ministeriali, sostenendo così un approccio sistemico multiprofessionale, multidisciplinare e multiculturale. Gli interventi progettuali proposti terranno conto di tutte le Linee di indirizzo del Ministero della Salute, del Ministero dell’Interno, dell’INMP e della Regione Emilia-Romagna.






