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📅 27 ottobre 2026 – Cambiare prospettiva: l’etnopsichiatria per leggere la sofferenza psichica con una lente diversa
📍 La Tenda, Modena ✅ Evento accreditato ECM

Il 27 ottobre 2026 a Modena, presso La Tenda, professionisti della salute mentale, operatori sociali, mediatori e ricercatori si confronteranno sul contributo dell’etnopsichiatria nella comprensione e nella presa in carico della sofferenza psichica nei contesti migratori.
Tra i relatori: Salvatore Inglese, Tommaso Sbriccoli, Jora Mato, Rosa Costantino, Maria Paola Guiducci, Giancarlo Santone, Silvia Capretti, Laura Secchi, Khira Labidi, Mary Osei e Vanessa Vivoli.
L’evento, accreditato ECM, è promosso da AUSL Modena – DSMDP in collaborazione con il Progetto FAMI pERsone e Seminari Migranti.
Un’occasione per riflettere su come integrare dimensioni cliniche, culturali e sociali nei percorsi di cura e costruire servizi sempre più capaci di rispondere alla complessità delle società contemporanee.
Il progetto PERSONE porta la salute sul territorio con il nuovo ambulatorio mobile di Parma
Percorsi e accesso alle cure più vicini ai migranti e ai cittadini in condizioni di vulnerabilità.
È entrato in funzione a Parma il nuovo ambulatorio mobile realizzato nell’ambito del progetto PERSONE (Percorsi Emilia-Romagna Salute Obiettivo Nessuno Escluso). Il servizio, gestito dall’Azienda Usl di Parma, nasce per rafforzare le attività di prossimità e facilitare l’accesso ai servizi sanitari per migranti, richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e persone in condizioni di vulnerabilità.
Il mezzo, presentato durante le iniziative di Ottobre Rosa, sarà utilizzato per attività di prevenzione, educazione sanitaria, orientamento ai servizi affiancato dalla mediazione linguistico-culturale. L’ambulatorio mobile si recherà direttamente nei luoghi frequentati dalla popolazione, contribuendo a ridurre le barriere all’accesso alle cure.
Tutto si aggiunge agli altri interventi sviluppati sul territorio parmense nell’ambito del progetto PERSONE, tra cui il Safe Space e l’ambulatorio di psicologia clinica dedicato alle vittime di tortura, rafforzando ulteriormente la rete regionale di tutela della salute delle persone migranti vulnerabili.
L’iniziativa è stata recentemente raccontata anche dalla Gazzetta di Parma, che ha dedicato un approfondimento al nuovo servizio e al suo ruolo nel promuovere interventi sanitari di prossimità e inclusione sociale sul territorio provinciale
17 settembre 2026 – Workshop: Applicazione del DL 100/2026 e monitoraggio regionale
Operatori sanitari, sociali ed esperti di mediazione interculturale a confronto per individuare criticità, buone pratiche e proposte operative a supporto dell’attuazione del D.L. 100/2026.
Si è svolto a Bologna il workshop dedicato alla presentazione dei primi dati del monitoraggio regionale e al confronto sull’applicazione del Decreto Legge 100/2026 nei diversi territori dell’Emilia-Romagna. L’iniziativa, promossa dal progetto PERSONE della Regione Emilia-Romagna, ha riunito i referenti delle Aziende USL e ospedaliere regionali, insieme ai referenti degli uffici anagrafe, per un momento di aggiornamento e confronto operativo.
L’incontro ha visto la partecipazione dell’avvocato Gaetano Mario Pasqualino, consulente legale del progetto PERSONE, che ha approfondito gli aspetti applicativi del DL 100/2026 e le principali questioni interpretative emerse nei primi mesi di attuazione della norma.
Partendo dai dati preliminari del monitoraggio regionale, i partecipanti hanno condiviso esperienze, procedure e modelli organizzativi adottati nei diversi contesti aziendali. Il confronto si è concentrato in particolare sull’accesso ai servizi sanitari delle persone migranti, sulla presa in carico dei casi caratterizzati da particolare vulnerabilità e sulle modalità di raccordo tra servizi sanitari, servizi sociali e istituzioni coinvolte nell’accoglienza e nella tutela delle persone straniere.
Tra gli elementi di maggiore interesse è emersa l’eterogeneità delle soluzioni adottate nei territori e la necessità di consolidare strumenti condivisi per garantire omogeneità di accesso, appropriatezza degli interventi e continuità assistenziale. I dati raccolti rappresentano infatti un’importante base di lavoro per individuare punti di forza, criticità e possibili azioni di miglioramento a livello regionale.
Il workshop ha inoltre rappresentato un’occasione per fare il punto sullo stato di attuazione della normativa, favorire lo scambio di pratiche tra professionisti e programmare ulteriori momenti formativi e di approfondimento rivolti agli operatori delle aziende sanitarie interessati alla tematica.
L’iniziativa si inserisce nel percorso regionale di rafforzamento della rete dei servizi dedicati alla salute delle persone migranti, con l’obiettivo di promuovere approcci coordinati e condivisi tra tutti gli attori coinvolti
19 giugno 2026 – Workshop: Riabilitazione psicosociale dei migranti sopravvissuti a violenza e tortura
Professionisti delle Aziende USL dell’Emilia-Romagna e del Centro SaMiFo di Roma a confronto su modelli di presa in carico, buone pratiche e criticità.
Venerdì 19 giugno 2026 si è svolto a Bologna, presso la sede regionale di Viale Aldo Moro 21, il workshop“La riabilitazione psicosociale dei migranti vittime di violenza e torture”, evento aorganizzato nell’ambito del progetto PERSONE (PROG 248), finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027. Hanno partecipato circa 20 professionisti provenienti dalle Aziende USL di Bologna, Imola, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Romagna, oltre a rappresentanti della Regione Emilia-Romagna.
Ospite dell’incontro è stato il Centro SaMiFo (Salute Migranti Forzati) della ASL Roma 1, realtà di riferimento nazionale per l’assistenza alle persone sopravvissute a tortura e violenza intenzionale, che ha illustrato il proprio modello multidisciplinare di presa in carico integrata, fondato sulla collaborazione tra professionisti della salute mentale, operatori sanitari, servizi sociali e mediazione interculturale.
Il confronto si è concentrato sul riconoscimento precoce delle situazioni di vulnerabilità, sui percorsi di riabilitazione psicosociale e sul coordinamento tra servizi sanitari e territoriali. Tra le esperienze condivise, è emersa l’importanza di équipe multidisciplinari capaci di accompagnare la persona lungo tutto il percorso di cura e inclusione sociale. Tra le principali criticità evidenziate figurano l’individuazione tempestiva dei casi, la disponibilità di mediatori interculturali qualificati e la continuità degli interventi tra i diversi servizi coinvolti.
È emerso con forza come la riabilitazione non possa limitarsi al trattamento dei sintomi del trauma, ma debba sostenere il recupero delle competenze relazionali e sociali, favorendo l’autonomia e la partecipazione alla vita della comunità attraverso un approccio integrato e centrato sulla persona.
Il workshop rientra nelle attività formative del progetto PERSONE, finalizzate a rafforzare la rete regionale per la tutela della salute dei richiedenti e titolari di protezione internazionale in condizioni di vulnerabilità.
15-18 giugno 2026 – Scambio di buone pratiche tra Emilia-Romagna e Centro SaMiFo
Nel mese di giugno 2026 si è svolta un’attività di scambio di buone pratiche e confronto professionale nell’ambito della salute dei migranti, che ha coinvolto i servizi sanitari dell’Emilia-Romagna e una professionista del Centro SaMiFo di Roma. L’iniziativa è stata promossa con l’obiettivo di favorire la condivisione di esperienze, modelli organizzativi e percorsi di presa in carico rivolti alle persone migranti e alle popolazioni più vulnerabili.
L’attività ha previsto visite e momenti di confronto presso diverse realtà territoriali dell’AUSL della Romagna e dell’AUSL di Modena, consentendo di approfondire le modalità di integrazione tra servizi sanitari, servizi territoriali e mediazione linguistico-culturale. Durante gli incontri sono stati presentati modelli organizzativi, strumenti operativi e percorsi di collaborazione sviluppati a livello regionale per favorire l’accessibilità e l’appropriatezza dei percorsi.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo della mediazione interculturale come strumento di supporto all’accesso ai servizi e di facilitazione della comunicazione tra professionisti sanitari e cittadini con background migratorio. Il confronto ha permesso di mettere in evidenza esperienze e pratiche maturate nei diversi contesti territoriali, valorizzando approcci orientati alla presa in carico integrata e alla riduzione delle disuguaglianze di salute.
Il workshop rientra nelle attività formative del progetto PERSONE, finalizzate a rafforzare la rete regionale per la tutela della salute dei richiedenti e titolari di protezione internazionale in condizioni di vulnerabilità.
28 aprile 2026 – Workshop regionale sulla formazione dei mediatori transculturali in ambito sanitario
Il 28 aprile 2026 si è svolto a Bologna il workshop regionale dedicato alla mediazione transculturale in ambito sanitario, promosso nell’ambito del Progetto PERSONE in collaborazione con l’INMP (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà). L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto tra Regione Emilia-Romagna, Aziende sanitarie, enti gestori dei servizi di mediazione e referenti nazionali, con l’obiettivo di condividere lo stato dell’arte della mediazione sanitaria e definire gli indirizzi del futuro percorso formativo regionale.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento del sistema regionale di mediazione transculturale e rappresenta un ulteriore passo verso la costruzione di un modello formativo condiviso e coerente con gli standard nazionali, finalizzato a migliorare l’accessibilità dei servizi sanitari e a promuovere l’equità nella tutela della salute delle persone migranti.
Nel corso della giornata sono stati presentati gli esiti delle valutazioni delle candidature dei mediatori transculturali per l’iscrizione all’elenco nazionale INMP e sono stati analizzati i principali bisogni formativi emersi a livello regionale. Il confronto ha evidenziato la necessità di rafforzare il ruolo professionale del mediatore nei servizi sanitari e sociosanitari, promuovendo una maggiore integrazione con gli operatori e una più omogenea diffusione delle competenze nei diversi territori.
Particolare attenzione è stata dedicata al Core Curriculum della mediatrice e del mediatore transculturale in ambito sanitario e alle quattro Unità di Competenza (UC1, UC2, UC3 e UC4), considerate la base di riferimento per la progettazione del futuro percorso formativo regionale. Durante i lavori sono stati approfonditi temi quali l’accoglienza e la lettura dei bisogni sanitari della persona migrante, l’orientamento ai servizi, il setting di mediazione in ambito sanitario, la gestione dei casi complessi e la progettazione di azioni di mediazione di sistema.
Dal confronto tra i partecipanti è emersa l’importanza di sviluppare percorsi formativi integrati che combinino formazione a distanza, attività in presenza e momenti di apprendimento sul campo. È stata inoltre condivisa la necessità di valorizzare metodologie esperienziali, quali simulazioni, laboratori e analisi di casi, per rafforzare le competenze necessarie all’operatività nei contesti sanitari e sociosanitari.
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PERSONE: risultati intermedi e prospettive future
Interventi mattina
PERSONE R. Costantino 12 marzo 2026
P. Gaddi ASSISTENZA MSNA DELLA STRUTTURA CAS VILLA ANGELI_AUSL BO
ASSISTENZA MSNA DELLA STRUTTURA CAS VILLA ANGELI_AUSL BO
Calacoci Bologna 12 marzo MSNA
Interventi pomeriggio
1. Intervento Marco Aicardi 12 03 2026
2. intervento Simona De Simone 12 03 2026
6. Ambulatorio di Psicologia Clinica – Emersione della Vulnerabilità (1)









